L’Alta Corte britannica si è pronunciata a favore di una donna inglese di 60 anni che ha chiesto di poter per diventare madre con la fecondazione assistita.

La signora ha chiesto che le siano impiantati gli ovuli della figlia morta nel 2011 a causa di un cancro all’intestino. La ragazza, una volta scoperto il tumore, aveva infatti congelato i suoi ovuli, nella speranza di dare alla luce un figlio appena guarita. La signora inglese ha ingaggiato una vera è propria battaglia con le autorità, perché il permesso le venisse concesso.
Quando stava per raggiungere gli States, dove una clinica si era dimostrata disponibile, la Human Fertility and Embryology Authority (Hfea), in assenza di un testamento scritto della figlia, si è persino opposta all’esportazione degli ovuli.
L’Alta Corte ha, intanto, annullato la decisione della Hfea, ritenendo il caso degno di ulteriore approfondimento.

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