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Fecondazione eterologa: coppia assolta, ecco le motivazioni dei giudici

I giudici del tribunale di Milano assolgono una coppia con fecondazione eterologa

Se la coppia è sterile, vietarle il cosiddetto utero in affitto è contro la costituzione. La corte costituzionale aveva chiarito che è illegittimo vietare di praticare tecniche di fecondazione eterologa a coppie affette da sterilità o infertilità assoluta di derivazione patologica: questa la ragione per cui i giudici penali di Milano hanno assolto, il 24 marzo 2015, una coppia di genitori milanesi imputata di alterazione di stato.
La coppia aveva trascritto in Italia l’atto di nascita dei figli gemelli nati con utero affittato in Ucraina, Paese in cui lia pratica è permessa.
Secondo i giudici non si è verificata realmente una alterazione di stato, perché l’atto di nascita è stato formato correttamente nel rispetto della legge ucraina, che prevede obbligatoriamente di riportare – nell’atto – il nome della ‘madre sociale’, cioè della donna che ha fatto ricorso alla tecnica di fecondazione. Insomma, l’attribuzione di madre alla madre naturale sarebbe stata una violazione della legge ucraina.
In secondo luogo, la coppia ha esercitato il “diritto alla genitorialità” garantito dalla corte costituzionale che, con sentenza del 9 aprile 2014, aveva appunto dichiarato incostituzionale il divieto di eterologa per le coppie sterili. Quella sentenza, giustificando l’eterolga, “taglia la testa al toro” sulla questione dell’attribuzione di genitorialità alla partoriente e non alla ‘madre sociale’.
D’altra parte la stessa legge italiana tende a favorire – nell’interesse del bambino – il principio della responsabilità rispetto a quello della discendenza. Ad esempio, il coniuge che abbia già dato l’assenso alla nascita del bambino con l’utilizzo di gameti maschili diversi dai suoi, non può esercitare l’azione di disconoscimento della paternità.

 

Fonte: MilanoToday

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