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Sono incinta, ma solo un po’

Sono incinta, ma solo un po'

Dolce che sia l’attesa o gravida o, persino, interessante, cambia la mentalità ma lentamente i contenuti della lingua italiana. Incinta e basta, no? Verrebbe da chiedersi. Eppure, di fronte a una donna con il pancione, ci si comporta oggi come ieri.

Paura del sesso

Intanto, alla base del modo di rapportarsi c’è sempre un latente imbarazzo. Se questa è incinta – chi riesce a non pensarci? – avrà sicuramente fatto l’amore e, se un tempo si finiva persino nel campo minato del peccato, oggi non tutti sono pronti a parlarne con scioltezza. Parenti stretti in testa.
Si cerca, così di evitare di rivolgersi in maniera diretta all’interessata con la domanda: sei forse incinta?

Cercando, piuttosto, alternative quali: sei in dolce attesa?

Sei in stato interessante?

Se non, addirittura: ma non mi dire che sei… ?

Però, interessante questo stato

Il mistero della nausea. La scienza non si è ancora spiegata il motivo, che riguarda tra i mammiferi solo l’essere umano. Forse si tratta di un meccanismo di difesa della mamma per espellere eventuali microbi o tossine contenuti negli alimenti, per non danneggiare la salute del bambino. Oppure, delle abitudini alimentari diventate troppo sofisticate. Resta, però, da chiarire perché poi alcune donne non ne soffrono.
Il mistero del calcolo. Appena una donna sa di essere incinta comincia l’aritmetica della data del presunto parto. Tanto, i mesi sono nove… E se così non fosse? La gravidanza più lunga mai registrata, si dice, è stata di ben 375 giorni. Boh! Sara vero?
Il mistero dei dolori del padre. Anche il futuro papà accusa, talvolta, i sintomi della mamma, come nausea, dolori addominali e, persino, aumento del peso corporeo con arrotondamento dell’addome. Tutto nascerebbe dall’amore e dalla solidarietà verso la compagna che spingerebbe a un “inutile” atto di emulazione.
Il mistero della sala parto. Negli Stati Uniti, negli anni Quaranta, il medico Robert Bradley decise di confermare la sua idea che la presenza del partner fosse utile a calmare la partoriente. In effetti. Anche se da allora non si contano gli svenimenti… dei papà, naturalmente.

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