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PAMEGEISS sempre più aperta alle coppie che soffrono di sterilità

Pamegeiss in supporto a Maternità surrogata

Pamegeiss: Maternità surrogata all’Estero, non è reato

La sentenza 13525 della Corte di Cassazione ha stabilito che chi si avvale della maternità surrogata in un paese dove non è vietata, non commette alcun reato perseguibile al rientro in Italia.

Con questa decisione si conclude l’odissea di una coppia di coniugi napoletani che sono andati all’estero e, per avere un figlio, si sono rivolti a una madre donatrice. Per loro, assolti dal giudice dell’udienza preliminare il 17 luglio 2015, la Procura di Napoli aveva presentato un ricorso, chiedendone la condanna: per violazione della legge in vigore e per falso in atto pubblico, commesso chiedendo in Italia il riconoscimento del figlio nato con una procedura non ammessa in Italia.

La storia dei due coniugi è, piuttosto, comune. Avendo scoperto di non potere avere figli, nel 2014 i due si sono recati all’estero, affinché un ovulo proveniente da una donatrice sconosciuta fosse inseminato dagli spermatozoi del marito, per poi stato impiantato nell’utero di una madre surrogata, ovviamente volontaria. Tutto lecito, secondo la legge del paese dove il tutto ha avuto svolgimento. Una volta nato il bambino, come da accordi, la donna ha dato l’autorizzazione ai due italiani di essere riconosciuti come genitori naturali del neonato i quali, come tali, sono stati registrati sul suo certificato di nascita.

ovulo proveniente da una donatrice sconosciuta

ovulo proveniente da una donatrice sconosciuta

Purtroppo le ristrettezze della legge, aggiunte a un atteggiamento per nulla laico delle istituzioni e di parte della società hanno portato ai provvedimenti di denuncia. La sentenza ha, invece, messo a tacere il partito dei contrari alla Procreazione Medicalmente Assistita, che in Campania ha troppi sostenitori. Si veda il mancato inserimento delle tecniche PMA omologhe ed eterologhe nei LEA (livelli di assistenza pagati dallo Stato) Si veda la “spinta”, mai espressa, sempre occulta, a costringere i pazienti a recarsi presso strutture pubbliche poco organizzate e con tempi di attesa infernali, dietro cui si nasconde il malizioso fine di obbligare i pazienti a rivolgersi a costosissime cliniche napoletane. Cliniche, nelle quali, ci sono esborsi esagerati, che vanno dai 5 mila ai 10 mila euro.

Qui, non è difficile gli stessi operatori delle strutture pubbliche. Speriamo che la voglia di lottare dei due coniugi della Campania spinga altre coppie del Sud, le più tartassate, a ribellarsi e a denunciare gli eventuali soprusi. L’associazione PAMEGEISS onlus ha realizzato uno Sportello gratuito per raccogliere le testimonianze e portare a conoscenza prepotenze e mortificazioni subite.
Contattateci alla e mail: sportellopamegeiss@gmail.com

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