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PMA, un passo avanti per le donne ammalate di tumore

PMA, un passo avanti per le donne ammalate di tumore

Dallo scorso 30 agosto l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha modificato le norme sulla prescrizione a carico del Servizio Sanitario Nazionale in tema di preservazione della fertilità femminile. Anche le donne, di età non superiore ai 45 anni, affette da patologie neoplastiche che debbano sottoporsi a terapie oncologiche in grado di causare sterilità transitoria o permanente hanno diritto alla prescrizione dei farmaci per l’infertilità.
Quando si è definiti coppia sterile?
L’infertilità di coppia, definita come l’incapacità a concepire figli dopo un anno di rapporti sessuali regolari senza adozione di misure contraccettive. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima intorno al 15-20% le coppie con problemi di fertilità nei paesi industrializzati avanzati. L’Italia, ovviamente, non fa eccezione.
E’ vero che le gonadotropine curano tumori e anche infertilità?
Uno dei capisaldi della terapia farmacologica all’infertilità di coppia, sia nell’uomo che nella donna, è rappresentato dall’impiego delle gonadotropine umane FSH ed LH da sole o in combinazione. Nella donna il trattamento dell’infertilità femminile con gonadotropine è indicato nelle diverse condizioni patologiche di cicli anovulari.
Si aprono nuovi scenari alla speranza…
La novità presente nella Nota numero 74 dell’Aifa, che riguarda le le donne affette da patologie neoplastiche che debbano sottoporsi a terapie oncologiche in grado di causare sterilità transitoria o permanente, rappresenta un’opportunità importante per perseguire, insieme all’obiettivo di guarigione dal cancro, la preservazione di tutte le funzioni vitali, incluse la fertilità e il desiderio di procreazione.

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