Metodiche diagnostiche Femminili .parte seconda

6) TEST DI EMBRIOTOSSICITA’​
Tale test si basa su un progetto di ricerca che si riferisce ad un protocollo per la validazione di una metodica relativa all’identificazione nel siero materno di fattori embriotossici. Il test di embriotossicità viene effettuato utilizzando modelli in vivo coltivati per un determinato periodo di tempo in presenza del siero da analizzare. Questo test sembrerebbe individuare la presenza nel siero della donna di un’iperproduzione di linfochine e/o citochine con effetto citotossico.
La presenza di uno stato di embriotossicita rende poco probabile l impianto e favorisce l’ aborto immunitario.
7) TEST ENZIMATICO DELL’IMPIANTO​
Consiste nel dosaggio di 3 enzimi che intervengono nel processo di impianto embrionale: SGK1 – GLICODELINA- IGFBP-1
Una anomala concentrazione di tali enzimi non permette l’impianto.
GLICODELINA: Il progetto di ricerca si riferisce ad un protocollo per la validazione di una metodica relativa al dosaggio (ng/mL) dell’isoforma S della GLICODELINA. La proteina Glicodelina umana, assieme ad altre proteine placentari, è un marker biochimico per il monitoraggio dell’andamento della gravidanza, in particolare per la valutazione dell’attività dell’epitelio ghiandolare durante l’impianto dell’ovulo fecondato e la formazione della placenta.
SGK1: Il progetto di ricerca si riferisce alla validazione di un protocollo relativo al dosaggio su tampone cervicale del gene SGK1. La proteina SGK-1 è stata recentemente scoperta essere potenzialmente un importante interruttore per alcuni casi di fertilità femminile. Infatti per consentire l’attecchimento dell’uovo fecondato, SGK1 deve risultare modulato in modo preciso all’interno del ciclo mestruale.
IGFBP-1: Il progetto di ricerca si riferisce alla validazione di un protocollo relativo al dosaggio di IGFBP-1 da siero. La sua principale funzione è quella di regolare sia la crescita placentare sia quella fetale diminuendo la biodisponibilità del fattore di crescita dell’insulina plasmatica nell’organismo materno. La modulazione della sua concentrazione è stata associata alla gravidanza e a patologie fetoplacentari.
8) MICROBIOTA TEST
Il microbiota è quel l’insieme di microrganismi simbiotici che vivono nel nostro intestino partecipando, tra l’altro, alle nostre funzioni vitali mediante la produzione di alcuni amminoacidi. Alcune flore batteriche producono amminoacidi utili per la costruzione di proteine che intervengono nell’impianto embrionale. Questa popolazione batterica interviene anche nel modulare il sistema immunitario. Tale test permette al clinico di eseguire valutazioni ed intervenire farmacologicamente favorendo il meccanismo di impianto e la prevenzione degli aborti
9) TEST DI PREDIZIONE QUALITATIVA OVOCITARIA
Uno tra i principali problemi delle tecniche di PMA è la predizione, prima del pick up, della qualità degli ovociti. Grazie ad uno nostro studio genetico siamo in grado di avere informazioni preventive sugli ovociti in modo da dare la possibilità al clinico prima del pick up di prescrivere opportuna terapia.
10.TEST VALUTAZIONE DELLO STATO OSSIDATIVO
Il d-ROMs test (stato pro ossidante) e BAP Test (stato antiossidante) valutano lo stato ossidativo dell’organismo e la capacità energetica dei mitocondri dando quindi informazioni sulla capacità di crescita dell’embrione
11. HERA TEST
E’ un esame che studiando delle sequenze geniche sulle cellule endometriali permette di individuare il periodo finestra ottimale per il transfert.

12.VASCOLARIZZAZIONE TEST
L’embrione s’impianta per ricevere materiale nutritivo e ossigeno dalla madre. Ne risulta importante la vascolarizzazione subendometriale. Importanti informazioni si ottengono dall’ esecuzione del dosaggio del fattore di crescita endometriale dall’aspetto morfologico della cavità uterina all’ isteroscopia ,dalla flussimetria nonché dall ‘esecuzione del T.O.U. Tale test ,quindi,comprende in un unico momento vari test dando una visione completa della vascolarizzazione e ossigenazione uterina

14. FARMACOINDUZIONE TEST
Il primo momento delle tecniche di PMA è la stimolazione ovarica mediante farmaci. La scelta del farmaco non può basarsi solo sull’esperienza del clinico ma affinché sia personalizzata deve tener conto della genetica della donna, della sua età, del suo stato metabolico, della sua riserva follicolare, della conta dei follicoli antrali, della qualità ovocitaria attesa ,del suo BMI
( indice di massa corporea), dello stato ossidativo, dell’ossigenazione dell’apparato genitale interno e della sua anamnesi.
Tale test racchiude in sè una serie di test che permettono al clinico di ottimizzare e personalizzare il trattamento

maggio 3, 2017

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